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26 Aprile 2021

Ferite emotive: cosa sono e come guarirle

Ci sono dei periodi in cui vivi poco serena, turbata senza capire qual è la causa, hai poca voglia di vivere oppure accetti la tua sofferenza con rassegnazione. Ecco che questi sono alcuni sentori che potrebbero nascondere qualcosa di più intimo, legato alla tua infanzia.

Da neonata, appena nata, dipendevi completamente dalle cure della tua mamma. La presenza di un adulto significava sopravvivenza in termini di calore, protezione, amore.

La relazione tra una bambina e la sua mamma è garanzia di sostegno e sicurezza.

L'infanzia è un periodo fondamentale per lo sviluppo della persona poiché ferite, traumi vissuti nei primi anni di vita condizionano la tua storia di donna oggi.

Già nella pancia della mamma, ogni sofferenza, ogni episodio bello o brutto è percepito sia a livello fisico che emotivo. Esso lascerà un'impronta interiore profonda che ogni persona porta con sé nel tempo, sarà impressa nel suo DNA, trasmessa a ogni cellula del corpo; il modo con cui percepirà e vivrà questa esperienza darà vita a differenti ferite emotive.

Cosa sono e quali sono le ferite emotive?

Cosa sono le ferite emotive

Una ferita emotiva è un sentimento, un'insieme di emozioni provocate da un evento esterno, reale oppure creato nella propria mente in base a come l'ha percepito e vissuto la persona.

É paragonabile a una ferita fisica. Se la curi, si cicatrizza così da non sentire più il più dolore. Al contrario, se non la curi bene si ripresenterà sotto forma di fastidio fino a riaprirsi o a farti più male. Potresti anche pensare di calmare il tuo dolore mettendo un cerotto; in tal modo non la vedrai, sarà nascosta ma non scomparsa.

La cultura insegna che è meglio dimenticare, mettere un "cerotto" su ciò che ti fa star male, lasciarti tutto alle spalle decidendo di non pensarci più.

Realmente accade che logicamente allontani queste sofferenze che, inconsciamente, rimangono ferite aperte in grado di influenzare la tua vita senza che te ne rendi conto.

Potrebbe anche accadere che qualcuno con il proprio comportamento evochi quella ferita, faccia risalire a livello emotivo quella stessa emozione provata in passato che ti provoca ancora sofferenza. La tua reazione sarà un'azione reattiva senza considerare che ciò è successo ha riportato alla tua mente un evento pregresso senza volerlo.

Più accuserai gli altri del tuo malessere più attirerai la stessa, medesima esperienza.

La frase "Capitano tutte a me" o "Attiro sempre le stesse persone" è il riassunto di ciò che hai vissuto nel passato e che ha bisogno di essere affrontato e guarito.

Accusare gli altri serve solo a rimandare questo momento e a creare una vita sempre più infelice e insoddisfatta.

Per proteggerti userai una maschera visibile nella tua morfologia e nel tuo aspetto esteriore, è un atteggiamento di controllo che ti allontana dal rivivere le stesse situazioni dolorose. Il tuo atteggiamento di risposta al male ricevuto sarà istintivo.

Finché agirai in preda alla tua maschera non sarai mai te stessa, non sarai libera di comportarti come senti.

É del tutto normale reagire in questo modo perché sei stanca di soffrire.

Ciò che mi rincuora è dirti che la maschera non è permanente. Vive finché tu decidi di indossarla.

Qualsiasi momento è quello giusto per mostrare la vera te, libera da ferite dell'infanzia che imprigionano il tuo cuore e la tua esistenza.

Le 5 ferite emotive e la loro maschera

Lise Bourbeau, scrittrice e esperta in crescita personale, individua 5 ferite emotive che impediscono di vivere serenamente e felice la tua vita. Ella afferma che possono essere guarite portandole sul piano della coscienza, riconoscendole evitando di nasconderle o negarle.

Il grado di sofferenza fisica e emotiva dipenderà molto da quanto sono profonde queste ferite. Nascondersi dietro scuse o convinzioni amplifica il dolore, ci allontana dall'obiettivo di raggiungere una vita serena e felice.

Le ferite sono:

  • Rifiuto.
  • Abbandono.
  • Umiliazione.
  • Tradimento.
  • Ingiustizia.

Per ogni ferita emotiva esiste una maschera a essa collegata.

La maschera è un meccanismo di difesa che ha il compito di proteggerti dal dolore, di evitare che quel malessere continui a logorarti dentro.

Il cammino di guarigione può essere lungo perciò Lise Bourbeau consiglia di eliminare filtri, superare barriere e distruggere le maschere nascondendosi dietro convinzioni e sofferenze.

Inoltre, la morfopsicologia, disciplina che studia le correlazioni esistenti tra forma del viso e del corpo con la personalità, ha potuto spiegare e interpretare le evoluzioni dell'aspetto fisico come evoluzione dell'aspetto interiore.

Il corpo cambia nel tempo non solo in seguito all'avanzare dell'età anche in seguito alle emozioni che provi, le quali cambiano in seguito agli eventi che vivi.

La scelta del viso e del corpo è dettata dal fatto che l'anima risiede in esso. Per questo motivo la maschera associata a una ferita si manifesta nel corpo fisico.

Quali sono le maschere associate a ogni ferita?

  1. Rifiuto. La ferita del rifiuto è una delle ferite più profonde, intesa non tanto come rifiuto percepito dagli altri quanto come non accettazione di sé. Non amare se stessi porta come conseguenza a non amare gli altri per questo motivo metterai la maschera del fuggitivo vivendo sempre nascosta. Vivi la vita con una profonda angoscia esistenziale come se la sua stessa vita fosse sempre minacciata. Eviti le sfide e spesso scegli di vivere la solitudine. Una delle difficoltà è non saper gestire le emozioni lasciandoti comandare da esse. Sicuramente sei una persona sensibile, introspettiva, silenziosa con grande intuito e capacità di osservazione.
  2. Abbandono. Se vivi la ferita dell'abbandono difficilmente riesci a vivere da sola perché soffri molto la solitudine e ricerchi sempre compagnia. La ferita da abbandono è collegata a quella del rifiuto con la differenza che l'abbandono è riferito alla mamma. La carenza d'affetto generata in un bambino abbandonato è percepita in maniera profonda, in età adulta tenderà a preoccuparsi molto quando capitano situazioni problematiche. La maschera è quella della dipendenza. Se soffri per questa ferita, farai di tutto per non essere abbandonata richiedendo sempre tanta attenzione. Per esempio, ti fingerai ammalata pur di ottenere cura e sostegno.
  3. Umiliazione. Dai sempre tanto per i tuoi progetti? Cerchi di dare il massimo all'interno di un gruppo di lavoro o della tua famiglia? Se la risposta è si allora ciò che si nasconde nella tua anima è la ferita dell'umiliazione. L'umiliazione è difficile da sopportare, soprattutto, in tenera età. Si sviluppa intorno ai 2-5 anni, si collega a episodi in cui puoi aver provato vergogna. Un genitore ipercritico può averti trasmesso delusione facendoti percepire come un peso e inadeguato. Da questo possono derivare comportamenti passivi inclini alla fuga e tratti narcisistici. La maschera associata a questa ferità è il masochismo per questo tenderai a soddisfare prima i tuoi bisogni poi quelli di chi ti sta intorno. Conservi dentro di te ipersensibilità e empatia.
  4. Tradimento. La ferita del tradimento è legata alla fiducia mancata tra due persone a causa i promesse non mantenute, buge raccontate, aspettative frustrate. Se soffri per questo tipo di ferita pretendi molto dagli altri e da te stesso non mostrando debolezza. Si sviluppa intorno ai 2 e 4 anni d'età con il genitore di sesso opposto. La maschera utilizzata è quella del controllore, vuoi avere tutto sotto controllo: eventi e persone. Credi di essere molto responsabile, forte, importante per l'altro, menti facilmente per manipolare, sedurre l'altro cercando anche di convincerlo con le tue idee.
  5. Ingiustizia. La ferita dell'ingiustizia porta a concentrarsi sul proprio dovere. Ti privi dei piaceri e istinti perché non meriti di vivere felicemente, non meriti qualcosa di bello. Attraverso il portare a termie i tuoi progetti ti senti di raggiungere la perfezione come una sorta di riscatto. É una ferita sviluppata intorno ai 4 e 6 anni d'età con il genitore dello stesso sesso. La maschera di questa ferita è la rigidità. Rigidità sia in senso fisico che caratteriale. Sei molto ordinata, precisa, hai difficoltà a chiedere aiuto e ti giustifichi per ogni azione che fai.

Dopo aver letto le 5 ferite chiediti: quale risuona dentro di te?

Ora che hai preso consapevolezza, come fare a guarire?

Come guarire le ferite emotive

Guarire dalle ferite emotive è possibile se per prima cosa impari a metabolizzare, accettare e riconoscere quelle maschere che indossi nella tua vita superando le paure in modo da tornare a vivere secondo la tua natura e la tua essenza.

Quando ti senti rifiutata, abbandonata, umiliata, trattata ingiustamente, ferita è naturale che entri in gioco in tuo Ego che, con estrema facilità, attribuisce la colpa a qualcun' altro. Nella realtà però non esistono persone colpevoli ma solo persone ferite e questo porta a ripetere la stessa esperienza se non si impara ad accusare se stesso, piuttosto che gli altri, per il dolore vissuto.

Accusare serve solo a sfogare tutti quei sentimenti negativi che senti dentro. Quel groviglio di emozioni che ti spinge a far valere la ragione creando però infelicità.

Giusto sarebbe guardare la tua ferita come se stessi guardando negli occhi, in modo compassionevole, un bambino che ha fatto una marachella. Cosa vorrebbe sentirsi dire quel bambino? Solo parole d'amore, non vorrebbe di certo sentirsi giudicato. Perciò se sarai amorevole, accogliente verso la tua ferita allora anche gli eventi incominceranno a cambiare.

Lise Bourbeau nel suo libro "Le 5 ferite come guarirle" da alcuni suggerimenti, tappe da seguire per ricucire e rimarginare queste ferite.

  • Accetta e riconosci la tua ferita. Se non accetterai la tua ferita non potrai neanche trasformarla. Basterà fare attenzione a ciò che non accetti negli altri per capire quale parte di te ancora non vuoi vedere per paura di doverlo ammettere. La logica farà di tutto per impedirti di accettare questa ferita perché non vuole che tu possa soffrire, ha paura che tu non possa gestirla o superarla. Non a caso la maschera è utilizzata per evitare il dolore. Ogni comportamento legato ad una determinata maschera è una reazione di difesa, da non confondere con l'amore che hai verso te stessa, poiché è un'azione che compi per vivere bene la tua vita.
  • Assumiti le responsabilità e smetti di accusare gli altri. Ciò che ti chiedo di fare adesso è quello di interrogarti sul rapporto che hai con gli altri perché queste ferite più fanno male più proverai risentimento o rabbia per quel genitore che ritieni ti abbia fatto soffrire. Sono i sentimenti che provi per quel genitore che riproporrai nelle tue relazioni esterne. Lise Bourbeau afferma che le ferite non le guarirai se non imparerai a perdonare i tuoi genitori.
  • Smetti di pensare che il mondo è fatto di persone cattive e sofferenti. Tra queste persone forse inserirai i tuoi genitori. Non ti chiedo di scusarli ma di imparare ad avere compassione senza condannarli pur rimanendo dell'idea che non hai condiviso il loro modo di agire o di essere nei tuoi riguardi. Ciò t permetterà di non alimentare queste ferite evitando di sentirti una persona che non vale niente, incompetente. Inoltre, imparerai a non fuggire da tutte quelle situazioni che ti intimoriscono. Interrogati su quali reazioni metti in atto quando indossi la tua maschera. Il passo successivo è perdonarti senza giudicarti.
  • Sii te stessa. Durante questa tappa ti renderai conto che non serve metterti una maschera in segno di protezione. In questo modo avrai amore per te stessa, avrai la capacità di dire no, di allontanare le persone tossiche dalla tua vita in modo da essere libera interiormente e di vivere secondo ciò che desideri.

L'autrice consiglia di scrivere ad ogni fine giornata un bilancio in cui si fa il punto sulla situazione sulle maschere, su quei comportamenti che metti in atto come reazione a qualcosa o qualcuno. Chiediti quali maschere si sono manifestate, come hai reagito e come ti sei comportata nei confronti di te stesso e degli altri.

Non è un percorso semplice quello di guarire le ferite, soprattutto, quando si tratta di riconoscerle, di essere consapevole e di guardare la realtà di ciò che che hai dentro.

Parti dal presupposto che questo lavoro lo fai per te stessa.

Il benessere che vuoi costruire dalla tua sofferenza per creare la tua autonomia affettiva in modo da capire cosa vuoi compiendo le azioni giuste per raggiungere i tuoi sogni e desideri.

Più sarai libera, lontana da queste paure o maschere, più realizzerai concretamente quello che in cui credi e la vocazione per cui sei nata.

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