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11 Marzo 2022

Benedetta e Emanuele: la storia di due genitori separati

Essere genitori è di per sé uno dei ruoli più difficili, molto di più lo è quando si è separati.

Due educazioni diverse che si mettono in campo in due ambienti diversi. Gestire questo e molto altro diventa pesante soprattutto quando due genitori separati non sono in accordo.

Per questo motivo ho scelto di raccontare questo mese la storia di Benedetta e Emanuele, una coppia che ha saputo costruire una famiglia diversa per la propria figlia Chloe pur essendo genitori separati.

Ho conosciuto Benedetta tramite il suo profilo Instagram Famiglia Inaspettata. Sembrava un profilo come tanti invece era un dono e tutt'oggi lo è per tutte quelle coppie che hanno paura di separarsi e non vedono via d'uscita se non quella di rimanere uniti seppur infelici.

Tramite il loro profilo, raccontano la propria storia per aiutare tanti genitori a comprendere quanto fosse importante, da separati, trovare un punto d'incontro.

Invidio, positivamente, Emanuele e Benedetta per il loro coraggio e il loro desiderio di guardare a un bene più grande di loro stessi: la figlia Chloe.

Quando ci si separa si è così presi dal litigio, dall'avere ragione, dal capire chi ha più colpa di... che si perde di vista la parte più importante quale quella di aiutare a elaborare la separazione genitoriale ai propri figli.

É un pezzo importante spesso sottovalutato.

Si perde il tempo a tirare i figli da una parte e dall'altra, a utilizzarli come trofei o a far di tutto per dare di più materialmente dimenticandosi la parte emotiva.

Quanto è triste tutto questo, lo è ancora di più quando comprendiamo che la rabbia, la tristezza e tutte le emozioni, che si affacciano in quel momento, stanno gestendo noi.

Un genitore si trova a affrontare il vuoto d'amore, la paura che non sarà più amato come prima se vivrà da un'altra parte o si trova a combattere con l'angoscia che un futuro compagno/a dell'altro possa prendere il proprio posto.

Bisogna imparare a essere persone mature per superare questi pezzi di vita nella propria storia di genitori separati.

Emanuele e Benedetta sono stati, lo sono ancora, due genitori con la G maiuscola perché a un certo punto della relazione hanno messo in discussione loro stessi, hanno presentato la propria fragilità all'altro, si sono spogliati della propria individuale identità per dare spazio al benessere della propria figlia.

Soprattutto, hanno messo da parte il giudizio per affidarsi a un professionista, come il mediatore familiare, che li avrebbe aiutati in questa "impresa". Il loro obiettivo era stabilire equilibrio e serenità per Clhoe, oltre che per loro stessi.

Genitori felici e sereni significa figli felici e sereni.

Si sono affidati e fidati della mediazione familiare grazie alla quale oggi vivono una bellissima famiglia. Inaspettata direi, come la chiamano loro.

Diversa dalla famiglia tradizionale ma pur sempre famiglia. Perchè per essere famiglia non bisogna guardare al chi sta insieme a chi ma al come inteso come qualità della relazione.

Benedetta e Emanuele ora godono e vivono pienamente, seppur separati, il loro essere famiglia.

La loro storia sia di esempio a tutte quelle coppie che stanno per separarsi o si sono separate affinché la luce e il faro di ogni decisione sia sempre il salvaguardare il proprio figlio. Le guerre in tribunale non fanno bene a nessuno, distruggono il cuore di tutti.

Chi sono Benedetta e Emanuele?

Benedetta

Sono una donna e mamma. Sono una persona che ha cambiato e sta ancora rivoluzionando la sua vita in ogni suo ambito: lavorativo e personale.

Ho scoperto, anche grazie a Emanuele, che potevo essere e vivere in modo diverso rispetto a prima.

La nascita di mia figlia mi ha dato una maggiore consapevolezza e in realtà anche la separazione perché mi ha costretto a comprendermi nel profondo ed andare a recuperare quelle energie e capacità che non immaginavo di avere, per rinascere.

Emanuele

Sono un padre single che in ogni istante della propria vita cerca continui stimoli per migliorarsi facendo sempre ciò che ama. Non sapevo, prima di avere Chloe, che l’amore potesse arrivare a tanto. Mi piace la “bellezza” in ogni sua forma, basta sia autentica e “rischiosa” nel senso meno pericoloso del termine ovvero: ricerca continua senza timore al cambiamento.

Quando avete deciso di separarvi quali pensieri, emozioni sentivate dentro?

Benedetta

La scelta è stata molto complessa da prendere. Quando ho parlato con Emanuele del fatto che ci fossero troppe cose che non andavano mi è sembrata una soluzione meno pesante dirgli che forse avevamo bisogno di prendere una pausa. In realtà poi quella pausa è durata solo due settimane in cui mi sono resa conto che fosse troppo tardi cercare di recuperare la relazione come coppia.

Ho avuto molta paura.

Mi sono ritrovata solo con una bimba di solo 1 anno in una casa enorme (affittata poco prima solo 2 settimane) e senza auto perché l’avevo venduta prima di trasferirci a Corfù. Non ultimo come oggetto di ansia quello che, essendo appena tornati dalla Grecia dove abbiamo vissuto un paio di anni, dovevo ricostruirmi anche il lato professionale e inserire Chloe in un asilo nido.

Mi sono sentita disperata.

Questa credo sia la parola giusta. Non mi sembrava possibile che quella decisione potesse, nel tempo, portarmi ancora gioia e serenità nella mia vita. Vedevo tutto nero.

Benedetta con la piccola Chloe

Emanuele

E’ stato un fallimento che mi ha fatto rivivere ciò che subii nel mio passato, provenendo io da una famiglia con genitori separati. Sentivo di non poter rinunciare a quell’orrendo destino che da sempre mi accompagnava segnato dalla sofferenza e dall' improvvisare a vivere. Ero affranto perché dentro di me da sempre, nutro una voglia di “famiglia unita" ed ho visto il sogno infrangersi nell’oblio.

Raggiungere un equilibrio tra i genitori è importante per il bene dei figli. Come siete riusciti a mettere da parte le vostre ragioni per incontrare l'altro? 

Benedetta

Dopo i primi mesi devastanti, dove i cocci della nostra idea di vita erano stati calpestati e distrutti da noi stessi, mi sono sentita soffocare. Non si riusciva a parlare di nulla se non con toni accesi e di minaccia, accusa. Non si riusciva a vedere più il bello nell’altro nemmeno come genitore, a volte. Sembrava tutto complesso e impossibile.

Un giorno siamo arrivati davvero al culmine e mi sono sentita in un vicolo cieco. Così, inconsapevolmente, ho abbassato le armi. Ho pianto davanti a lui dicendogli che non capivo come fossimo potuti arrivare a tanto. Che non eravamo più noi. Ma che un modo lo avremmo dovuto trovare. Avevamo una figlia e da quello non si poteva scappare. 

Lui sentendo quelle parole ha, a sua volta, abbassato i suoi muri di difesa e da quel giorno, un piccolo passo alla volta, abbiamo costruito quello che ora è un rapporto di totale fiducia l’uno nell’altro. Di rispetto reciproco e di condivisioni genitoriali.

Io sono andata subito da una psicologa che poi ci ha suggerito di farci seguire da una mediatrice familiare.

Con la mediazione abbiamo raggiunto obiettivi che mai avrei immaginato. 

Emanuele

Mi sono molto affidato alla capacità di Benedetta di “trattenermi a sè” nel modo più bello possibile (e che suggerirei di copiare a molte Donne separate) senza secondi scopi.

Lei mi ha insegnato la comprensione dello stato d’animo altrui mettendo da parte l’ego.

Io in questi tre anni ho imparato ancora in maniera più profonda quanto sia importante ascoltare l’altro per amore dell’amare. 

Un altro aiuto importantissimo che ci è stato dato per riuscire ad organizzare al meglio la vita di separati, è stato quello offerto dalla figura della mediatrice.

Come vivete la vostra storia di genitori separati?

Benedetta

La viviamo come una normale evoluzione del nostro rapporto. Se ci pensi nessun rapporto rimane sempre uguale, e così anche quello che passa da coppia a coppia genitoriale fa la stessa cosa: evolve.
Siamo due persone che si parlano, si confrontano, litigano. Esattamente come tutti.

Emanuele

Credo anche io in un'evoluzione del rapporto e di un benessere forse più distante ma migliore rispetto alle coppie che sforzano tendini e animi per restare assieme  “a causa dei figli”. Generalmente, creano danni enormi. 

Meglio lontani ma felici. 

Papà Emanuele con Chloe

Avete aperto un profilo Instagram, Famiglia inaspettata. Bello il nome famiglia per dire che continuate ad esserlo nonostante non siete più una coppia. Qual è il segreto?

Benedetta

Il segreto, se così si può chiamare, parte da una realtà di fatto che è immutabile: quella di avere una figlia assieme. Che lo si voglia oppure no, non si ha scelta su questo. I figli sono sempre di entrambi i genitori. Quindi credo che la domanda da farsi sia: come voglio vivere da qui alla fine della mia vita: lottando contro qualcosa che non posso cambiare oppure trovando il modo di renderlo migliore?

Noi abbiamo scelto di renderlo migliore per quanto sia in nostro potere fare.

Emanuele

Ho vissuto molto male il non poter mai fare un Natale, un compleanno o qualsiasi ricorrenza, senza avere mia madre e mio padre vicini. Il mio senso di famiglia trascende dalla tradizione probabilmente: amici, compagni e famigliari che amano stare con noi "inaspettati", sono famiglia. 

Il cerchio stretto per Chloe, sarà sempre composto da mamma e papà a prescindere dal luogo in cui essi siano. Inaspettato lo è stato innanzitutto per noi credo, ed ora, è diventata una stupenda occasione di miglioramento utilizzando il confronto con il mondo esterno. 

Come vi organizzate durante la settimana e durante le feste soprattutto Il Natale?

Benedetta

Ci abbiamo messo molto tempo a trovare il giusto modo per organizzarci le settimane. Non ci siamo mai affidati ad un legale. E in corsa abbiamo aggiustato le cose cercando di renderle migliore per Chloe.

Ora abbiamo weekend alternati. La settimana in cui io la tengo nel weekend, Ema la tiene dal mercoledì al venerdì, mentre le settimane in cui fa il weekend con il papà, durante i giorni della settimana sta con me.

Il suo compleanno lo abbiamo sempre festeggiato assieme, mentre il Natale i primi anni ci siamo divisi il 24 e il 25. 

Gli ultimi due anni siamo riusciti a farli assieme.

Emanuele

Abbiamo week end alternati e giorni della settimana altresì fatti. Cerco di vivere anche la quotidianità di Chloe partecipando a tutte le attività settimanali, godendomi anche dueweek end al mese con lei.

Le feste cerchiamo di farle tutti assieme. Chloe è felicissima di condividere quei momenti con tutti noi.

Mi piacerebbe che raccontiate il motivo per cui le guerre non servono, com' è estenuante per i figli avere un genitore che parla male dell'altro.

Benedetta

Credo sia la cosa più importante da comprendere e realizzare: i nostri figli non devono portare avanti i nostri rancori, le nostre aspettative distrutte o farci da spalla.

All’inizio è molto complesso lasciarli fuori da queste dinamiche. Le emozioni prevaricano sul senso della realtà e sulla razionalità.

Ma dopotutto odiarsi non serve a nessuno. Sicuramente non serve che i figli ascoltino e assimilino i nostri pensieri a riguardo, ma il punto di svolta credo sia nel comprendere che ci possa essere un modo migliore per vivere questa situazione. Un modo che aiuti a stare bene anche noi e non solo i nostri figli.

Benedetta, Emanuele e Chloe: la loro Famiglia Inaspettata

Accettare la situazione per come è. Accettare che le cose non sono andate come speravamo. Mettere un punto e andare avanti. Se non si è in grado di farlo da soli, allora farsi aiutare. Io non rimarrei mai in una situazione così pesante per troppo tempo. Io voglio essere serena non lottare ogni giorno contro qualcuno di cui non mi posso “disfare”.

Emanuele

La vivo come un insulto a se stessi in realtà poiché, escludendo i casi gravi che possano esistere fra le famiglie di separati, se un genitore parlasse male dell’altro al figlio, creerebbe solo un boomerang di emozioni negative sul figlio stesso.

Il prodigioso ragionamento del “tanto è piccolo non capisce” non esiste. 

Sentono e percepiscono tutto e quindi credo sia davvero un gesto equiparabile alla famosa mazza sul piede.

Quale consiglio dai tu Benedetta alle donne separate o che stanno per separarsi? 

Penso che la cosa che più di tutte avrei voluto sentirmi dire è: non sei una fallita perché non sei riuscita a tenere la tua famiglia unita nonostante avessi una figlia.

E ho avuto poche persone che mi hanno detto parole che davvero mi hanno aiutato.
Quindi il consiglio che mi sento di dare dal cuore è: circondatevi di persone che vi facciano bene, che vi aiutino a superare questo momento e non da persone che prendano le parti vostre per sputare sentenze sull’altro. Non vi servirà a nulla, nutrirà solo emozioni e pensieri fini a se stessi e che, una volta sole a casa, vi faranno sentire peggio di prima.

Cercate di trovare qualcosa che vi renda più leggere e nutra il vostro benessere. E se nessuna amicizia o conoscenza è in grado di farlo, andate da una professionista. Sicuramente saprà aiutarvi.

Non aspettate di arrivare al limite. Cercate l’aiuto giusto il prima possibile, vi eviterete momenti davvero drammatici dove non penserete sia possibile cambiare le cose, mentre invece il modo c’è. Sempre.

Quale consiglio dai tu Emanuele agli uomini che stanno per separarsi o si sono separati?

Difficile dare consigli perché ogni situazione è a sé stante ma, se proprio dovessi suggerire qualcosa sarebbe di non aver timore di nulla. 

Se si è onesti con se stessi e si ama il proprio figlio/a, si commetteranno di certo molti errori ma l’amore, fa raddrizzare tutto. 

Cerco di pensarla sempre così e sto imparando giorno per giorno che affidarsi alla vita può essere un’arma fortissima per non farsi sopraffare dalla stessa pur essendo genitori separati, soffrendo o in momenti di estrema confusione. 

Nessuna paura!

Dove contattare Emanuele e Benedetta

Profilo Instagram: https://www.instagram.com/famigliainaspettata/

https://emotionsophia.it/storie-di-cambiamento/benedetta-e-emanuele-la-storia-di-due-genitori-separati/Benedetta e Emanuele: la storia di due genitori separati
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