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11 Giugno 2022

Superare i momenti difficili: 7 step da seguire

Ogni tanto la vita ci porta a vivere momenti difficili.

Cerchiamo un conforto, una parola, un consiglio.

Un evento inaspettato, la perdita di una persona cara, una crisi matrimoniale portano a sentire quel grande peso dentro, a non sapere come e cosa fare fino a rimanere immobili in quella situazione sperando un aiuto dal cielo.

In queste situazioni è facile esser preda del pessimismo, della tristezza senza vedere nessuna via d'uscita.

L'obiettivo serenità diventa difficile da raggiungere.

Per questo qualsiasi consiglio, suggerimento è accettato perché può aiutare a stare meglio.

I momenti dolorosi sono eventi dal ciclo naturale. La vita è fatta di alti e bassi, la differenza la fa il come rispondiamo a questi momenti.

I momenti difficili hanno sempre da insegnarci qualcosa, ci cambiano dentro ci portano a scoprire parti di noi sconosciute, a volte negate.

Come superare questi momenti'

Come superare i momenti difficili

La primissima reazione ai momenti difficili è quella di scappare.

Scappare significa mettere delle bende sugli occhi e far finta che non esiste nessun problema, è avvertire una gran paura di affrontare la situazione.

Per evolvere come persone abbiamo la necessità di prendere in mano la nostra vita, di superare questi momenti e di trasformare i momenti difficili in insegnamenti.

Ci sono persone che ce la fanno, altre no, la differenza sta nel fatto che l'altro affronta le difficoltà.

Non si fa prendere dal panico o paura.

Cosa fare per superare i momenti difficili?

Per superare i momenti difficili è opportuno:

  • affrontare la sofferenza;
  • elaborare le emozioni riferite al dolore;
  • evitare il lamento e il continuo sfogarsi.

Per affrontare la sofferenza e liberarsi dal dolore pensiamo che sia giusto fuggire.

Possiamo scappare in capo al mondo, il dolore verrà sempre con noi, sarà nostro amico come lo sarà la nostra ferita. L'unica soluzione per superare i momenti difficili è viverli.

Il dolore va attraversato, vissuto, sentito profondamente dentro noi stessi.

La vita ci mette spesso dinanzi a situazioni particolari, di sofferenza perché vuole che impariamo da esse a evolverci e trovare nuove vie di uscita.

Quando penso al dolore ricordo le parole di Dante all'inizio del canto dell' Inferno: Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura'.

Per qualsiasi ragione tutti, nessun escluso, ci ritroviamo a vivere in questa selva sentendoci smarriti e senza forze.

Dante prosegue il suo viaggio e nel proseguire attraversa la selva, le attribuisce un significato di passaggio che lo porterà a raggiungere la serenità, la pace. La speranza è il motore che spinge a continuare verso quella strada, a stringere i denti pur sentendo dentro di sé la sofferenza e a credere che prima o poi vedrà il sole.

Attraversare il dolore significa compiere un viaggio di trasformazione.

Perché mentre attraversiamo questo dolore accade di elaborare le nostre emozioni.

momenti difficili

É un processo.

Elaborare le emozioni negative che affiorano durante i momenti difficili ci porta a essere pienamente consapevoli di ciò che ci sta accadendo e a avere il pieno potere di gestirle.

Le emozioni sono involontarie, si creano da sole, si presentano in noi in base a come percepiamo un'esperienza. La nostra responsabilità sta nello scegliere se farci gestire da esse o imparare a governarle.

Soprattutto in situazioni come queste.

L'elaborazione è un processo che permette di dare un nome all'emozione, di riconoscerla ma di non agire in preda a essa. Ci permette di non reagire in modo istintivo tale da distruggere i rapporti, le relazioni.

Se respingiamo le emozioni o le neghiamo esse rimangono dentro di noi, nel profondo e continuano a agire portando a vivere una vita reattiva.

Ci serve sviluppare la cosiddetta intelligenza emotiva.

Il grande maestro in questo tema è lo psicologo Daniel Goleman.

“L’intelligenza emotiva determina la nostra potenzialità di apprendere le capacità pratiche basate sui suoi cinque elementi: consapevolezza e padronanza di sé, motivazione, empatia e abilità nelle relazioni interpersonali.”

Daniel Goleman

Grazie all'intelligenza emotiva comprendiamo i nostri bisogni, quelli relativi a quel momento specifico e alimentiamo capacità importati come la compassione verso di noi, la consapevolezza, l'ascolto del cuore e l'empatia.

Abilità che ci permettono di accogliere sentimenti e emozioni, oltre che noi stessi.

Infine, per superare i momenti difficili è bene mettere un freno al continuo lamentarci.

Lamentarci fa male al nostro cervello.

Quando ci lamentiamo trasmettiamo pensieri e vibrazioni negative al punto che chi ci ascolta fa fatica a essere pienamente presente. Lamentarsi fa parte della natura dell'uomo perché perennemente insoddisfatto ma che non aiuta a avere un approccio ottimista alla vita.

Continuare a lamentarci non ci farà uscire dalla situazione in cui siamo.

Per questo se vogliamo impegnarci a cambiare le situazioni difficili che stiamo vivendo dobbiamo smettere di nutrire i nostri lamenti.

Il focus saranno i pensieri positivi che aiutano a liberare energia vitale, propositiva, attiva per mettere in atto azioni concrete.

I cambiamenti veri sono frutto di impegno, coraggio e tanto ottimismo.

Accettiamo la nostra vita per quella che è per poter raggiungere la nostra pace interiore.

Grazie a questa pace impareremo a non aspettarci niente da nessuno, a non crearci delle false aspettative perché non abbiamo il potere su tutti e tutto.

7 step per superare i momenti difficili

Come fare a sopravvivere nei momenti difficili?

La vita è fatta di incognite, ora va tutto bene domani non sappiamo per questo dobbiamo imparare a essere pronti a qualsiasi imprevisto ci capiti.

I momenti difficili sono difficili sì, ma non insuperabili. Una medicina per essi c'è.

Chiediamoci se siamo disposti a assumerla per prepararci emotivamente a affrontare ciò che non ci saremmo mai aspettati.

Qui di seguito ci sono 7 step da seguire per superare i momenti difficili.

Nutrire la gratitudine

La gratitudine è il fondamento in ogni cosa che ci accade nella vita perché porta a guardare sempre il bicchiere mezzo pieno.

La nostra relazione amorosa o il tuo lavoro non è come vorremmo?

Sicuramente c'è qualcosa per cui possiamo essere grati.

I figli, la salute, il denaro, la vita ecc... c'è sempre una ragione per cui vivere.

Dobbiamo imparare a riconoscerla.

Se ci hanno insegnato a guardare solo i lati negativi, a lamentarci o fare le vittime possiamo cambiare questo schema guardando a ciò che di buono circonda la nostra quotidianità.

Fuori c'è sempre il sole!

La gratitudine è un atteggiamento capace di proteggerci nelle situazioni difficili.

É un salva vita.

Una manifestazione d'amore che giova prima di tutto a noi poi anche a chi la riceve trasformando tutte quelle brutte sensazioni come invidia, rabbia, gelosia, vittimismo.

Alziamoci in piedi per ringraziare per il fatto che se non abbiamo imparato molto, almeno abbiamo imparato un po’, e se non abbiamo imparato un po’, almeno non ci siamo ammalati, e se ci siamo ammalati, almeno non siamo morti. Perciò siamo grati. Ci sarà sempre qualcosa per cui vale la pena di ringraziare. 

Buddha

Andare avanti

Siamo fermi lì, immobili in questo momento perché non vediamo vie d'uscita.

Questo significa guardare la situazione come un fallimento e rimuginare sul che cosa avremmo dovuto fare e non abbiamo fatto. Inutile dire che questo è l'approccio sbagliato.

Andiamo avanti a piccoli passi riprendendo in mano quelle cose che ci fanno felici, quelle passioni che abbiamo messo nel cassetto per mancanza di tempo. La vita non si ferma davanti a situazioni che ci fanno stare male, continua, ci sprona a andare avanti e a trovare uno scopo.

Le difficoltà non sono eterne.

Questi momenti difficili possono trasformarsi in momenti d'oro se impariamo a trasformare la sofferenza in carburante che ci porta a reagire.

La serenità e felicità rimangono gli unici obiettivi fondamentali da dover raggiungere.

Guardare a sé con obiettività

Importante non dimenticarsi mai di chi ci ha dato una mano nei momenti di difficoltà e, soprattutto, di noi stessi.

Sicuramente in passato abbiamo anche vissuto dei successi, siamo stati capaci dal venire fuori da situazioni che sembrano impossibili. Facciamo sempre presto a dimenticare le parti positive di noi, ciò che abbiamo fatto per focalizzarci solo su un presente negativo.

Diamoci una bella pacca sulla spalla per come siamo stati bravi.

Per rafforzare la fiducia in noi e credere che prossimo farcela, su un foglio scriviamo tutti i nostri successi, tutte quelle situazioni che ci hanno portato fino a qui. Accanto scriviamo le azioni fatte.

Potrebbe essere illuminate scoprire che oggi possiamo fare qualcosa che abbiamo fatto in passato e che ci ha sbloccati dalla paura.

momenti difficili

Trarre un insegnamento

Tutto ciò che ci accade vuole insegnarci qualcosa.

C'è una carta bellissima che ho estratto dal mazzo Alchìmie di Italo Pentimalli che recita così: "Se non vedi e non impari da ciò che accade, ripeti fino a che non la capisci".

Ogni momento difficile, ostacolo o difficoltà nella nostra vita vuole insegnarci qualcosa. Finché non impareremo la lezione continueremo a ripetere gli stessi schemi, errori fino a arrenderci e a subire ciò che ci accade.

Respirare

Respirare è un atto automatico che eseguiamo quasi senza rendercene conto anche se è legato al nostro stato emotivo. Quando siamo agitati, in prenda alla rabbia, al non sapere cosa fare i nostri battiti aumentano come aumenta anche il respiro. Diventa meno profondo, più corto.

Questo meccanismo funziona anche al contrario.

Quando vogliamo ridurre i momenti di stress e agitazione possiamo ricorrere a respiri più lunghi che portano a calmarci. É un metodo semplice, a portata di mano e gratuito.

Perchè non utilizzarlo?

Quando ci sentiamo sopraffatti da stati emotivi negativi, da pensieri che affollano la nostra mente basterà sdraiarsi o sedersi, chiudere gli occhi e concentrarsi sul respiro.

É una tecnica che consiglio anche in momenti in cui sentiamo di voler dare una risposta istintiva e reattiva a chi ci sta di fronte perché il suo discorso ci ha infastiditi e ha fatto salire dentro di noi emozioni poco piacevoli. Respirare ci aiuta a dare la risposta giusta in modo assertivo.

Perdonare

Quando attraversiamo momenti difficili la prima cosa che facciamo è incolpare l'altro o Dio della situazione che stiamo vivendo. Un gesto che porta a sfogare sentimenti e emozioni che sentiamo dentro pensando di stare bene dopo.

Incolpare l'altro serve davvero a migliorare la situazione?

La risposta è no.

Soprattutto quando si tratta di ferite affettive o delusioni amorose. Quando siamo rifiutati, ci sentiamo abbandonati dall'altro e percepiamo il suo comportamento come fosse una pugnalata al cuore, un tradimento allora proviamo a ricambiare con la stessa moneta e a vendicarci.

Il sollievo è solo momentaneo perché, con il senno di poi e a mente lucida, ci pentiamo di come ci siamo comportati.

Spesso non possediamo gli strumenti adeguati che possono aiutarci a affrontare determinate situazioni.

Per questo abbiamo bisogno prima di tutto di tempo per sanare le nostre ferite e per uscire dal circolo vizioso della critica.

Guarire le propri ferite significa osservarsi, guardare da dove nasce tutta la nostra sofferenza senza colpevolizzare né colpevolizzarsi.

In questo ha un ruolo importante il perdono.

So che non è facile né tanto meno è un atto che condividiamo tutti.

Posso affermare con certezza che il perdono è capace di guarirci profondamente imparando a guardare le persone per ciò che sono, a accogliere gli eventi, a fare pace con noi stessi per mantenere in vita solo le emozioni belle che un rapporto o relazione passata ci ha regalato.

Per perdonare bisogna avere una maturità emotiva che sposta lo sguardo dall'altro alla nostra interiorità.

Essere responsabili

Stephen Convey, noto uomo d'affari che ha scritto "Le sette regole del successo" ci insegna a gestire gli eventi e non subirli attraverso il principio 90/10.

Secondo questo principio abbiamo un ruolo importante all'interno della nostra vita soprattutto quando accadono imprevisti o momenti difficili da gestire.

Possiamo imparare a modificare il come reagiamo rispetto alla situazione in modo da vivere con serenità anche le giornate più nere. Stephen Convey per spiegare questo principio fa un esempio: quello in cui si rovescia una tazzina di caffè sulla nostra camicia.

Qual è a prima reazione?

Arrabbiarci, gridare e incominciare con malumore la giornata.

Rispetto all'evento in sé non abbiamo nessuna colpa ma possiamo intervenire sulle nostre reazioni a quell'evento.

Evitare che la tazzina di caffè si versi sulla nostra camicia forse non avremmo potuto evitarla, ma la reazione si. Reagendo diversamente non ci saremmo rovinati la giornata, non avremmo risposto male ai nostri figli o partner, non avremmo dimenticato di chiudere i finestrini e litigato con il datore di lavoro.

Avremmo evitato di innescare una catena malsana di reazioni.

Riportando l'esempio ai nostri momenti difficili, potremmo affermare che ciò su cui possiamo intervenire sono i nostri stati d'animo. Reagendo in maniera diversa, il nostro cervello sarà predisposto a trovar una soluzione e vivere la giornata/periodo come un susseguirsi naturale di eventi.

Ora che abbiamo la mappa da seguire per migliorare la nostra vita non ci resta che mettere in pratica questi step e abbracciare il coraggio di portare il cambiamento nella nostra vita.

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